venerdì 27 marzo 2009
IN ASCOLTO
Nella speranza che "le proprie parole possano cambiare veramente le cose", mi metto in ascolto di un uomo che ha solo detto la verità.
mercoledì 25 marzo 2009
L'ISPETTORE GADGET
Io ed il mio nuovo padre non abbiamo un buon rapporto. Non siamo compatibili per i questioni caratteriali? Forse dovremmo impegnarci e deciderci di andare in terapia da qualche valido psicologo londinese. O meglio, dovremmo rivolgerci a qualche intenditore esperto in soluzioni per combattere gli odori in cucina. Oppure io sola potrei partecipare ad un corso del tipo: "Come imparare a vivere con il padre della tua coinquilina: suggerimenti e trucchi per non impazzire". Sono molto diffusi a Londra!
Poiché non ho mai capito quando quel gentil uomo se ne sarebbe andato, l'unica cosa che ho potuto fare in questo mese di convivenza è verificare tutti gli indizi, nella speranza di scoprire magicamente la data della sua partenza.
Nel mio appartamento il locale della toilette e della doccia sono separati, anche se confinanti. Ogni volta che andavo a lavarmi le mani guardavo sempre il numero degli spazzolini contenuti nel bicchiere posto accanto al rubinetto. 3 spazzolini, maledetto numero. Uno è della figlia, l'altro del padre e il terzo dell'altra ragazza. Prima ce ne erano 4. Ma lo spazzolino della madre se ne è andato circa tre settimane fa. Meno 1!
Dalla mia camera cercavo di captare tutti i rumori provenienti dal corridoio. Quando sentivo qualcuno trafficare nel ripostiglio in cui sono contenute le valigie, andavo a farmi un giretto in cucina per tentare di capire cosa stava succedendo.
Ho anche scoperto che se senti qualcuno maneggiare dei sacchetti di plastica allora vuol dire che quel qualcuno sta preparando la valigia. Anche la bilancia è un ottimo indizio per prevedere una partenza: prima di prendere l'aereo è necessario pesare i bagagli per evitare multe salatissime!
La sera precedente alla partenza del padre, io stavo rientrando a casa e proprio mentre aspettavo l'ascensore, ho incontrato padre e figlia che uscivano. "Sarà la loro ultima cena insieme?", ho pensato. Ma senza interrogarmi troppo, perchè ormai rassegnata, sono tornata a casa e mi sono goduta quelle poche ore di libertà.
Il giorno successivo come ogni mattina sono andata in bagno per lavarmi i denti e mi è caduto casualmente l'occhio proprio sul bicchiere porta spazzolini. Ce ne erano solo due. Ho fissato e riguardato il bicchiere: era un'allucinazione mattutina o veramente mancava uno spazzolino? No, era vero, lo spazzolino del padre non c'era più!
Mentre ero in camera a preparare la borsa per la scuola, ho sentito il padre salutare l'altra ragazza. Ero agitata, ma se ne stava andando veramente?
Ok, erano le 9 a.m. ed ero pronta per andare a scuola. Toccava a me - "Se mi saluta allora vuol dire che veramente se ne sta andando".
Stavo aprendo la porta per uscire e da ragazza educata saluto il padre come ogni mattina. Subito mi è venuto incontro, mi ha dato la mano, mi ha augurato ogni bene e mi ha detto che posso rimanere a casa sua quanto tempo desidero. Io gli ho chiesto se stava tornando a casa e gli ho augurato un buon volo. Per fortuna non ci sono stati i baci dell'arrivederci!
Appena sono salita sull'ascensore, un urlo isterico è uscito incontrollato dalla mia bocca.
Che liberazione!
sabato 7 marzo 2009
BUONE NOTIZIE DALL'ITALIA
In tempo di Festival di Sanremo, ormai passato, mi chiedo spesso come si possano investire, o meglio spendere, così tanti soldi per una trasmissione ormai obsoleta.
Dobbiamo necessariamente seguire la tradizione? Finchè la televisione italiana esisterà, ogni anno, nel mese di febbraio, dal teatro Ariston trasmetteranno il Festival della Canzone Italiana? WOW! Per fortuna esiste il telecomando!
Nonostante la convinzione dell'inutilità del programma, quest'anno ho potuto assaporare due soli momenti della kermesse, visti grazie alla sensibilità di un amico facebookiano che ha taggato i video. Sto parlando delle performance di Arisa e di Benigni.
"Arisa, un raggio di luce in questi tempi bui."
"Benigni, semplicemente grandioso. E la lettera di Oscar Wilde, semplicemente toccante."
Il giorno in cui ho visto la performance di Benigni, tornavo da una chiacchierata con un amico appena conosciuto al corso d'inglese, il quale mi ha proposto di andare a bere qualcosa insieme dopo avergli rivelato, in un esercizio di conversazione, che adoro i film di Almodòvar. Eravamo seduti da Starbucks quando mi ha confessato che pochi giorni dopo si sarebbe sposato con il suo fidanzato.
Si, a Londra innamorati dello stesso sesso possono unirsi nel matrimonio. Si, proprio nella terra in cui Oscar Wilde non poteva esprimere i suoi sentimenti.
Vi confesso dunque che forse il Festival di Sanremo del 2009 non è stato così vano. Mi chiedo se Benigni-al-Festival abbia potuto svegliare le coscienze dei tanti spettatori che badano solo ai bei vestiti delle dame del palcoscenico. Se così fosse, allora che ci siano mille altri festival!
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