sabato 7 marzo 2009

BUONE NOTIZIE DALL'ITALIA

In tempo di Festival di Sanremo, ormai passato, mi chiedo spesso come si possano investire, o meglio spendere, così tanti soldi per una trasmissione ormai obsoleta. 
Dobbiamo necessariamente seguire la tradizione? Finchè la televisione italiana esisterà, ogni anno, nel mese di febbraio, dal teatro Ariston trasmetteranno il Festival della Canzone Italiana? WOW! Per fortuna esiste il telecomando!

Nonostante la convinzione dell'inutilità del programma, quest'anno ho potuto assaporare due soli momenti della kermesse, visti grazie alla sensibilità di un amico facebookiano che ha taggato i video. Sto parlando delle performance di Arisa e di Benigni. 

"Arisa, un raggio di luce in questi tempi bui." 
"Benigni, semplicemente grandioso. E la lettera di Oscar Wilde, semplicemente toccante." 

Il giorno in cui ho visto la performance di Benigni, tornavo da una chiacchierata con un amico appena conosciuto al corso d'inglese, il quale mi ha proposto di andare a bere qualcosa insieme dopo avergli rivelato, in un esercizio di conversazione, che adoro i film di Almodòvar. Eravamo seduti da Starbucks quando mi ha confessato che pochi giorni dopo si sarebbe sposato con il suo fidanzato.
Si, a Londra innamorati dello stesso sesso possono unirsi nel matrimonio. Si, proprio nella terra in cui Oscar Wilde non poteva esprimere i suoi sentimenti.

Vi confesso dunque che forse il Festival di Sanremo del 2009 non è stato così vano. Mi chiedo se Benigni-al-Festival abbia potuto svegliare le coscienze dei tanti spettatori che badano solo ai bei vestiti delle dame del palcoscenico. Se così fosse, allora che ci siano mille altri festival!   
   

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