Sto convivendo da una settimana anche con i genitori della mia coinquilina -proprietaria di casa- i quali sono venuti in visita a Londra. Come tutti i genitori che si rispettino, dopo essere andati a svaligiare il supermercato, giornalmente preparano le delizie della terra natale alla tenera figlia che, vivendo da sola, mangia solo cibi pronti e surgelati.
Tutto fila liscio. Anche nostra madre farebbe lo stesso. Lasagne, arrosto, ragù, risotto alla milanese, melanzane alla parmigiana...
Il problema è quando ti svegli il sabato mattina con la puzza di una dozzina di cipolle saltate in padella a fuoco sostenuto in compagnia di buon ketchup. Si, proprio questo odore grazioso che penetra sotto la porta della camera per darti il buongiorno. Non ve lo immaginate, per favore.
Stesso giorno, ma all'ora di cena, vado in cucina e vedo ancora le cipolle in padella. Decido di osare e chiedo al padre se posso chiudere la porta. Ebbene si, fa finta di non capire e io sconfitta torno in camera, con ormai anche i vestiti che odorano di cipolle.
Una sera in settimana, succesiva all'accaduto, prima di cucinare una fetta di tonno fresco, chiudo la porta della cucina pensado di istruire il padre circa le regole da utilizzare in cucina. Sono al tavolo a gustarmi il mio buon pesce quando entra il padre, mi guarda e fa una smorfia, apre immediatamente la porta e mi dice con il suo inglese impreciso: "Non si chiude la porta!Questa è una casa! Noi usiamo le spezie, voi, nella vostra cucina italiana, anche, quindi non ti preoccupare".
Una forma di gentilezza? Semplice cortesia per farmi sentire come a casa?
Non lo so, oggi è sabato e ancora cipolle stanno friggendo in padella!

Io proverei a cucinare qualcosa che manda per casa un odore opprimente, nauseante, soffocante...per esempio una bella pentola piena di ragù vecchio stile...quel ragù che appesta tutte le stanze e lascia in sottofondo un bell'odore di bruciato misto fumo...chissà che non imparino la lezione!un bacio
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